“Fisiognomica”_FRANCO BATTIATO

Vorrei parlarvi di Fisiognomica, un disco molto molto speciale di Franco Battiato. Questo splendido lavoro risale al 1988, esattamente quattro anni dopo Mondi Lontanissimi, l’ultimo suo disco di successi pop propri degli anni 80’. Franco, avvezzo alle stranezze, aveva comunicato ai tempi di voler abbandonare la canzone pop per dedicarsi interamente all’opera (del 1987 è infatti Genesi, secondo me bellissima)!!

Nonostante ciò, un talento così raro per la forma canzone non si abbandona facilmente. Vede così la luce Fisiognomica: un disco tutto impregnato di religiosità e spiritualità che, sulla scia delle opere appena citate e dei dischi che verranno in seguito nei primi anni 90’, si inserisce totalmente nella fase mistico sperimentale di Franco. È anzi proprio questo, secondo me, il suo disco più mistico in assoluto. Essendo interamente composto secondo la forma canzone, in seguito abbandonata, risulta infatti privo di quel carattere sperimentale ed ermetico che, oltre a rendere musica e parole enigmatiche, conferisce quella vena ironica tipica di Battiato (propria del resto anche dei suoi successi più popolari) per cui non si capisce più dove finisce il collage di parole e dove inizia il pensiero. Fisiognomica non è un disco ironico, è anzi diretto e immediato; la sua religiosità è chiara, semplice e dolce.

Per apprezzare appieno il disco bisogna innanzitutto:

  1. Guardare la copertina semplicemente fantastica: un Franco Battiato di circa otto anni sorridente in giacca e cravatta (già a otto anni era un personaggio…), un quadro antico!
  2. Decontestualizzarlo e andare oltre le sonorità pesantemente anni ’80, di certo ormai vecchiotte (i rullanti così tanto reverberati, le sciorinate di chitarra elettrica, il suono dei sintetizzatori).

Fatto questo, ci accorgiamo subito che compositivamente e musicalmente il lavoro è egregio: le canzoni, poste in un’alternanza perfetta, sono pensate e arrangiate ad arte; il modo in cui si sviluppano, i loro riff e intermezzi, le eccezionali liriche vocali di Franco, così personali, sinuose e agili, danno vita a spazi e confini nuovi, sicuri e immacolati, rifugio dalle brutture del mondo.

È però nei testi che risiede la grande potenza comunicativa del disco. Di Battiato si dice sempre che sia criptico, enigmatico. Io credo che, in realtà, lui segua semplicemente la logica della mistica: è semplice, chiaro, immediatamente comprensibile, a patto che si abbia la chiave per accedervi. Una volta conquistata, Battiato diventa un libro aperto e, come ogni mistico, da quarant’anni ripete in fondo sempre lo stesso messaggio, essendo di fatto la Verità una. E il suo messaggio è totalmente rivoluzionario, non perché lui sia un grande innovatore del pensiero (d’altra parte le esperienze e il sentire di cui parla sono intuizioni proprie di millenni fa) quanto più per il fatto di riuscire a inserire messaggi del genere nel contesto della canzone pop!

Quello che proprio mi fa impazzire di Battiato è il modo in cui parla dell’amore, dell’attrazione fra uomo e donna in un ambito in cui questo tema è stato così tanto sviscerato, cantato, inflazionato, ma mai messo in discussione, nel senso che della sua necessità nessuno ha mai sollevato il minimo dubbio, considerandolo un bisogno proprio e innato dell’essere umano, imprescindibile.

Battiato invece la pensa in un altro modo, ne parla in una luce nuova e atipica, totalmente fuori dal coro. Per lui l’amore è una gabbia, una gabbia d’oro certo, tuttavia, nonostante le sue dolcezze, le gioie che dona, alla fine di tutto rimane essenzialmente un ostacolo per la libertà. Non vi è coesistenza tra l’amore, quello terreno, e l’emancipazione, cioè il totale affrancamento dai legami che impediscono all’essere umano di spiccare il volo verso altre zone, più rare, più preziose, infinitamente più belle.

La cosa commovente è che non assistiamo neanche per un attimo alla demonizzazione del sentimento. Non c’è assolutamente nulla da sublimare, come in certa visione cattolica (Battiato non è Sant’Agostino per intenderci!). Franco parla del legame sentimentale con tutta la tenerezza possibile, ci parla delle sensazioni, dei desideri come di cose che naturalmente si superano, esattamente come passano il tempo e le stagioni, come passa l’infanzia, ce ne ricordiamo nostalgicamente, ma non ne abbiamo più bisogno, sono andati via.

L’uomo nel frattempo è cresciuto, diretto verso altri mondi lontanissimi. 

Passano gli anni

e il tempo delle ragioni

se ne sta andando

per scoprire che non sono ancora maturo

Nel secondo imbrunire il cuore

quando si fa sera muore d’amore

non si vuol convincere

che è bello vivere da soli

FRANCONE CI MANCHERÀ

  1. Fisiognomica (Battiato)
  2.  E ti vengo a cercare (Battiato)
  3. Veni l’autunnu (Battiato)
  4. Secondo imbrunire (Battiato)
  5. Nomadi (Juri Camisasca)
  6. Zai saman (Battiato)
  7. Il mito dell’amore (Battiato)
  8. L’oceano di silenzio (Battiato; testo in tedesco tratto da Wasserstatuen di Fleur Jaeggy)
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