“ReQQia”_REQQIA

Ascoltando Zagreb, ciò che sto rifacendo in questo momento, ci troviamo al cospetto di uno dei più recenti pezzi di Reqqia. Ovvero dell’artista indipendente e ancora semisconosciuto di cui ci occupiamo oggi. Questa è certamente la sua traccia più lunga e strutturata, un live-set di poco più di venti minuti eseguito per la prima volta nel centro sociale Bek a Zagabria (da cui naturalmente il nome). Non per questo deve essere la sua opera più importante, ma di sicuro è in grado per sé stessa di mostrarci tutto quello che questo ragazzo può fare giocando con il computer: si comincia tra innocue sinusoidi ed ipnotiche “campane tubolari”, ma subito segue una progressiva stratificazione di nuovi piani che vengono sapientemente assemblati fino a confluire in una sorta di pulsante flusso sonoro. Il percorso non procede a tappe ma è continuo, nei crescendi e nei ripiegamenti, fino alla più estatica e riflessiva conclusione. A quel punto, se non avrete già raggiunto il nirvana, vi ritroverete serenamente turbati e scossi dalle correnti e dai movimenti di Zagreb, traslazioni musicali dei suoni e degli spazi delle nostre alienate metropoli.

Seguendo la traccia delle sue produzioni e degli indizi che si trovano sulla rete si comincia a delineare un primo ritratto di Reqqia. Tutto ebbe inizio con la pubblicazione di un video su internet, ad oggi quasi una ragazzata ma ancora assolutamente attuale, consistente in una versione “funghetto-trip” della pubblicità delle caramelle alla liquirizia “Tabù” (pubblicità di cui svelò l’anima essenzialmente blues e psichedelica). Ben sette anni passano da quel primo contatto con il mondo fino all’esecuzione di Zagreb in Croazia nell’estate del 2018. Interposti fra questi due eventi si trovano una serie di lavori non immediatamente riconducibili l’uno all’altro: le ironiche cover di Rino Gaetano insieme a vere e proprie potenziali hit come Tecniche efficaci di autocombustione, la popolarissima Tantum rosa (con le sue odierne 22k views) accanto alle “indicazioni semplici e precise per portare a casa il pasto della vostra vita” dell’iconico video-tutorial sulla pasta col tonno. In realtà, a tenere unito il tutto è il caratteristico stile e soprattutto il sound assemblato da Reqqia. Dopo pochi ascolti lo si comincia a riconoscere, e se ne può seguire la graduale trasformazione da 1=2 (We hope that you choke) fino a za999greb, cioè l’ultima uscita che fondamentalmente consiste in una versione di Zagreb lanciata a 999 bpm.

Se la peculiarità delle sue produzioni sonore non dovesse bastare, l’altro filo conduttore dell’opera Reqqiana è rintracciabile nella (supposta) identità del nostro autore. Il principio di autorialità, tipico della forma canzone e ancora oggi assolutamente centrale nel mondo della musica pop e non solo, vede generalmente sfumare il suo ruolo nel mondo dell’underground, il virtuale regno del sottosuolo attualmente opposto alla superficie globalizzata della mercificazione culturale. Ciò è tanto più vero nel caso della musica elettronica, costruita sempre a partire dalla reiterazione e dalla modificazione di strumenti e di suoni preesistenti. Non a caso abbiamo a che fare con uno pseudonimo, Reqqia, dietro il quale troviamo un autore che è già personaggio. Reperibile e attivo in alcune fenditure della rete, Reqqia accompagna spesso la diffusione dei suoi lavori con delle parole di presentazione. Senza entrare nei dettagli più cruenti o delicati basti pensare alla locandina del suo ultimo live, a Roma, dove fra le altre cose fece scrivere semplicemente: “i suoi sostenitori e fan dicono di lui “è bravo””, e “venite a vederlo premere i pulsanti!”!

Di fronte ad inviti di tal sorta non possiamo che lasciarci andare alla scoperta dei lavori di Reqqia. Di queste sperimentazioni sempre estreme, e talvolta a un passo dal limite dell’ospedalizzazione, ma anche assolutamente affascinanti e di fatto non lontane da ciò che il senso comune dovrebbe considerare piacevole all’ascolto. Gradevoli quanto spiazzanti, il perturbante al limite dell’ossimoro. Questo siamo portati a pensare di fronte all’energia dirompente di un pezzo quale  AND, che nel video è posto ad accompagnare la tranquillità della colazione di Reqqia in una sorta di omaggio digitale alla vecchia Alan’s Psychedelich Breakfast. A questo punto potremmo chiederci: a che genere ascrivere questa musica?

Parliamo di musica elettronica, certo, cioè molto vagamente di una produzione digitale contemporanea che va dalla dance all’elettronica più d’ascolto, distinguendola così da quell’idea di “musica elettronica” che rinvia alla produzione dell’avanguardia storica. Al contempo non è raro incontrare degli strumenti analogici nelle opere di Reqqia, che ad esempio nella descrizione di Qavallo [DEMO] ammette candidamente: “lo fata kola qitara”. I suoni e le ritmiche di brani come Lamento settembrino, ma anche della stessa Zagreb, potrebbero fare inizialmente pensare a qualche via di mezzo tra la breakcore e la meno estrema cugina breakbeat, anche se spesso sembra più di ascoltare i Tortoise che non i Chemical Brothers.  Eppure, allargando di più lo sguardo sui polimorfi e cospicui lavori di Reqqia, saremmo costretti a parlare quantomeno anche di noise, ambient, glitch, idm, post-rock, musica sperimentale e psichedelia.

Di conseguenza, consapevoli di generalizzare, ci accontenteremo della dicitura “musica elettronica”. I generi hanno un’ indubbia utilità, specialmente a posteriori quando si tratta di catalogare e schematizzare, ma qualsiasi beneficio è perso nel momento in cui si dimentica la loro funzione attribuendogli primaria importanza. In generale, non è difficile accorgersi che parlando genericamente di “generi” incappiamo in una folle quanto vaga discussione sulla generalità, perdendo di vista ciò che i generi dovevano servirci ad inquadrare: la produzione assolutamente sui generis di Reqqia. Un’opera singolare e policroma a cui potremmo avvicinarci secondo diverse prospettive, ad esempio seguendo le parole incise a chiare lettere nella descrizione del canale youtube: “principalmente musica che nessuno mi chiede di fare”.

Di fatto, al di là delle classificazioni, ciò che abbiamo di fronte consiste, ad oggi, di ben tredici brani pubblicati tra Youtube e SoundCloud, accompagnati eventualmente da video e inevitabilmente da eccentriche descrizioni; a queste tracce si affianca anche un mix, o meglio un rizomix, chiamato Resonance e pubblicato su MixCloud da Obsolete Capitalism; non meno importati poi sono le diverse collaborazioni con altri artisti tra i quali il gruppo Abaton Project, di cui abbiamo parlato la scorsa volta, gli altri musicisti che erano con lui a Zagabria, cioè Emanuel Hendriks e Paolo Gorni, ma anche Dziggy, il visual artist dietro il video di Zagreb; per finire, si trova persino un sample firmato Reqqia caricato su Freesound, e tutto questo senza contare le voci misteriose che parlano di un suo esoterico gruppo Telegram.

Non vi è un senso di marcia corretto né direzione cronologica prescelta per entrare in contatto con questo insieme multiforme di suoni, tracce, pezzi, mix, e sample. Piuttosto, questa è una produzione che appare orizzontale e dispersiva, come talvolta può accadere in un contesto digitale che ha ormai reso una pura formalità il ricorso ad EP o LP di qualsiasi sorta. Per questo, come ultimo consiglio all’ascolto, vorremmo menzionare non un brano ma un insieme di quattro brani riuniti in una “serie” su Soundcloud. Una“serie ispirata agli operatori logici nell’algebra di Boole” e chiamata AND/OR/NOT. I brani sono il già citato AND, a cui stavolta seguono i toni acidi e poi onirici di Or,che ci portano all’ancora più cibernetico e industriale Nor. Si conclude il tutto con Xor, sognante e caliginosa traccia ambient, ritratto di un presente senza tempo. Qui “violoncelli manipolati” accompagnano, velandoli, versi di uccelli e voci incomprensibili, per poi sfumare con un festante quanto malinconico organetto. Vengono in mente i droni interminabili degli Stars Of The Lid, a conferma del fatto che Reqqia non è a suo agio soltanto nel regno del noise più distruttivo. Senza chiamare in causa la placidità serafica di Tantum Rosa, è proprio ciò che avevamo già notato di Zagreb, ovvero la capacità di intervallare alla sua energia propulsiva momenti di trasognante decompressione. Viene in mente in particolare il quindicesimo minuto, il momento estatico in cui delicate tastiere sono accompagnate, nel video opera di Dziggy, da un’ape che approccia il suo accogliente e psichedelico fiore. Un passaggio che ci ha riportato con la mente ad un vecchio classico della musica elettronica, Papua new guinea, esordio nel lontano 1991 dei Future Sound Of London. Sempre a cavallo tra techno, ambient e breakbeat, con le dovute differenze dell’epoca, anche questo brano poteva vantare un video suggestivo, dove un fiore giocava un ruolo analogo.

Ben 27 anni separano l’esordio dei FSOL dall’avventura zagabrese di Reqqia. Tra affinità e divergenze, non servono forzature per far ricadere entrambi i pezzi sotto la stessa generalissima dicitura che già avevamo adottato, cioè quella di musica elettronica. In parte se ne conferma l’indeterminatezza, ma al contempo si intuiscono le specificità e i legami che riuniscono un mondo in cui sono condivisi suoni, mezzi e atmosfere. Una scena ormai adulta, diramatasi in un infinità di sottogeneri ed espressioni, ma con ancora di fronte a sé infinite possibilità inesplorate. Proprio l’infinito, nell’assenza di strutture preordinate e di codici, l’informe, l’assemblaggio molecolare e la continua dispersione degli innumerevoli piani, tutti questi sono elementi ricorrenti nella musica elettronica. Tanto più nelle sue espressioni più sperimentali, che ci fanno toccare con mano le variazioni e le intensità di un mondo che stiamo provando a destrutturare e ridisegnare. Il fatto che, da lassù in superficie, nessuno ci chieda di farlo, proprio come la musica di Reqqia, può solo dare la misura di quanto per noi sia importante.

  1. AND
  2. OR
  3. NOR
  4. XOR
  5. Zagreb
  6. Tantum Rosa
  7. Tecniche Efficaci di Autocombustione
  8. Lesqale
  9. Qavallo [DEMO]
  10. Kinder Kolazione +
  11. 1=2 (we hope that you choke)
  12. Lamento Settembrino
  13. Za999reb
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