"Resistencia | Resistencia Remix"_DJ RAFF

Dopo anni di favole di scarsa qualità nelle quali il Cile veniva sbandierato come la prova dell’esistenza di una crescita felice sotto il capitalismo, i nodi sono finalmente e tristemente venuti al pettine. Le immagini delle proteste per le strade di Santiago (e non solo) hanno fatto il giro del mondo, divenendo virali. Un elemento significativamente presente, direi caratterizzante, la narrazione di questi eventi, è costituito dalla musica. Su tutti si vedano i video dei manifestanti radunati in Plaza Italia, armati (sì) di chitarre e voci, che eseguono tutti insieme “El derecho de vivir en paz” di Victor Jara. Il celeberrimo brano di Jara, cantautore comunista torturato, ucciso ed esposto a monito dal regime di Pinochet, è stato poi ripreso da un all-star di musicisti pop cileni guidato da Francisca Valenzuela, che ne ha registrato una nuova versione inserendo nel testo un riferimento al Nuevo Pacto Social (“Dignidad y educación / Que no haya desigualdad”).

È in un contesto del genere che si inserisce la produzione più recente di DJ Raff, musicista e produttore cileno residente a Londra ma mai veramente lontano dall’America Latina. Tra gli iniziatori della scena hip hop cilena, Raff si concentra progressivamente di più sulla componente strumentale della musica, finendo su lidi decisamente elettronici.

L’EP Resistencia Remixes (2019) contiene i guest remix dei brani del precedente Resistencia (2018), entrambi pubblicati da Big in Japan, etichetta con sede a Londra (notevole tra l’altro il loro disclaimer: “Our releases may not necessarily be Big In Japan… we just like the name”), ed è per questo che vale la pena prenderli in considerazione entrambi. I brani che compongono Resistencia mettono a tema alcuni aspetti problematici della società contemporanea. Lo sfondo su cui si stagliano i due EP è quello di un mondo saturo, in cui l’onnipresenza della pubblicità testimonia dell’onnipervasività del consumismo. DJ Raff non dipinge questo paesaggio, che pure non manca di tinte fosche, in maniera pessimistica: la miscela di tradizioni, di influenze e di riferimenti che caratterizza il contenuto musicale e concettuale dei due EP lascia trapelare in diversi momenti spiragli di inatteso ottimismo. Ne è già una prova l’artwork, in entrambi i casi opera dell’artista cileno Iván Navarro. In entrambi i casi si tratta dell’opera “Homeless Lamp. The Juice Sucker”, una scultura luminosa a forma di carrello della spesa che l’artista ha portato in giro per vari luoghi, di volta in volta alla ricerca di una fonte di energia. Un oggetto che in un contesto urbano assume note spesso tristi (il carrello dei senzatetto), di frequente assurto a emblema del “degrado” (inteso come antitetico a “decoro” – brr!) ma che diviene paradossalmente una fonte di luce, sebbene tra mille difficoltà. Un simbolo di resistenza, appunto.

La grande capacità di Raff non solo di unire, ma di sintetizzare efficacemente elementi variegati è evidente sin dall’opener Resistencia. La base di partenza del brano è un campionamento di matrice afro-latina, caratterizzato quindi dalla capacità di assorbire impatti e deformazioni uscendone arricchito. Raff lo lavora sapientemente attraverso il rafforzamento delle basse frequenze fino a farne un incedere ricco di groove, capace di integrarsi in un contesto urban. Ed è forse a mo’ di provocazione che Raff sceglie di inserire su questa base sample di voci indiane, quindi un elemento che è al tempo stesso “esotico” (brr!) e pienamente britannico.

L’opera di sintesi, quasi Raff fosse un moderno alchimista, prosegue con Memoria. In questo brano il Cile diviene direttamente presente, con Raff che rielabora sample vocali dei Mapuche, popolazione nativa del sud del Cile che, come in molti altri casi, si è vista espropriata dei propri territori dai conquistadores e ancora oggi combatte per ottenere il proprio riconoscimento. Nell’andamento ritmico del brano Raff costruisce un incedere molto dritto ma che, complice un intelligente gestione delle percussioni, sembra a volte trovarsi sull’orlo dell’off-beat. I synth riescono bene nel loro lavoro di unire la melodia al ritmo in un flusso senza soluzione di continuità, in cui Raff dà una nuova voce ai Mapuche.

Il brano che chiude l’EP è significativamente intitolato Mundo Paralelo, ed è proprio quello che Raff ci offre. Un panorama quasi onirico, dipinto armoniosamente dalla marimba pesantemente effettata e campionata, e insieme tenuta in ordine dalle ritmiche on the floor. L’ingresso della melodia apre appunto a un’atmosfera festosa, più da celebrazione collettiva che da party.

A distanza di un anno, i tre brani vengono ripresentati in una nuova veste, remixati da tre artisti di calibro importante.

Il primo remix, per Resistencia, è ad opera dei peruviani Dengue Dengue Dengue. Il duo si concentra sulle componenti più percussive, evidenziando e togliendo man mano che il brano avanza. La transizione dall’originario sample afro a una ritmica più moderna avviene in maniera più serpentina, meno evidente, complice il ruolo maggiore giocato da sample vocali a metà tra l’umano e l’animale.

Memoria subisce invece l’assalto di El Búho, artista britannico di nascita ma decisamente latino nella produzione. Anche in questo caso il lavoro sui layers è significativo, tanto che giunti a metà il brano diviene irriconoscibile. I Mapuche sono pressoché assenti e l’andamento ritmico, pur oscillante nel mixaggio, si fa più regolare, ma il risultato finale rimane degno di nota.

La chiusura dell’EP è affidata a Kaleema, DJ/produttrice/compositrice da Buenos Aires. Nella sua versione di Mundo Paralelo si affacciano suggestioni R&B, soprattutto nella presenza di un groove più classico, e insieme africane. La marimba, che nel brano originale richiamava lo scorrere di una cascata, diviene qui lo scrosciare di una pioggia nella jungla, per lasciare poi spazio a un basso molto marcato e a trame di synth che disegnano un cielo notturno, lontano da ogni inquinamento luminoso.

L’EP originale e quello dei remix sono entrambi godibili separatamente, anche se l’ascolto complementare offre forse la migliore esperienza. DJ Raff compie una notevole sintesi tra sonorità e concetti musicali di provenienza differente, spesso già riarticolati all’origine. Il contributo degli artisti chiamati a remixare le tracce dell’EP, vicini comunque a una medesima sensibilità, arricchisce ulteriormente questi aspetti, conferendo loro ulteriori sfumature in un modo che non è mai una semplice giustapposizione. Tutto questo si riassume in una musica capace di ricombinare elementi spesso categorizzati separatamente, come animali esotici in uno zoo, o banalmente addossati l’un l’altro, in maniera quasi sensazionalistica.

La musica di DJ Raff, pur lontana prima facie dal contesto della musica di protesta, condivide comunque con questa l’aspetto di critica dello status quo. costituisce un bell’esempio di resistenza musicale, intesa appunto come una critica al vigente dotata però di uno spirito costruttivo, non estraneo a un sorriso per certi versi. Come diceva qualcuno: “Negativity, not pessimism!”

  1. Resistencia
  2. Memoria
  3. Mundo Paralelo
  1. Resistencia (Dengue Dengue Dengue Remix)
  2. Memoria (El Búho Remix)
  3. Mundo (Kaleema Remix)
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