"Delirio Sifilitico"_TEATRO SATANICO

C’è stato un periodo della mia vita in cui, con un amico, facevamo un gioco: trovare la musica “più estrema”, proporne l’ascolto all’altro e vederne la reazione.
Ovviamente il gioco consisteva nel riuscire a ridere e godere di musica al limite dell’ascoltabilità, quel periodo ha corrisposto all’esplorazione dei territori più radicali del punk-hardcore, del noise, dell’industrial e via dicendo, in un gioco senza fine.
Perché, in fondo, quando finire uno scherzo? Quando si arriva a chiedersi se tutto il nazismo vomitato nei testi black metal possa essere qualcosa di più che un gioco alla decostruzione? Quando capire che ridere e godere di pugni sonori ti porta ad un distacco quasi totale e materiale dal resto del mondo (i non giocanti)?

«Teatro Satanico, originalmente Teatro Satanico Charles Manson, è un gruppo dark ambient e post-industriale italiano fondato a Bassano del Grappa nel 1993», accompagnano delle liriche recitate con una ripetitiva base sonora, il tutto registrato così male da distinguere a mala pena i suoni dalle parole, riuscendone comunque a distinguere meno della metà.
Si potrebbero anche ascoltare -al contrario- ovvero: accompagnano una base sonora che scava nella ripetizione ossessiva con parole violente, recitate violentemente.

La loro prima pubblicazione risale al 1993, Delirio Sifilitico, pubblicato con una piccola etichetta esistita solo in quell’anno, su audiocassetta; una classica storia da band underground di quegli splendidi e malati anni.
Si compone di sei tracce, aprendo con quello che può essere considerato il manifesto del gruppo, quella Lirica Antisociale che ancora, ascoltandola adesso, ci fa chiedere se sia il caso di far intervenire la censura.

La pessima registrazione ci aiuta nel rifiuto, naturale autodifesa, di voler sentire davvero cosa quella voce sta recitando, quali tipi di abomini sta snocciolando; di chiederci se davvero guidare l’auto senza assicurazione sia paragonabile al tagliare la coda ai gattini, o se ridere ai funerali di stato sia così grave come scuoiare bambini.

Eppure ne stiamo godendo, la musica ci fa affondare con il racconto del duo, buttiamo bombe nei treni e nelle pizzerie insieme a loro (bum bum bum), ci drogheremo il giorno di Natale (“mio Dio, mio Dio, che cosa hai fatto?!” “Mi sono drogato il giorno di Natale, per la prima volta, il giorno di Natale”), infetteremo tutti, tutti tutti.

“Ti odio, società ti odio […] qualsiasi cosa faccia contro di te, tu diventi più forte”

Falange Armata ci ricorderà, dopo questa dichiarazione d’intenti, che neanche un’organizzazione ci salverà dalla società, composta da tutti noi antisociali, tutti noi che siamo riusciti a pensare, immaginare, le possibilità appena dipinte. Siamo già in marcia e quelli della «falange armata ci prendono in giro».

Ma questo non è un disco da ascoltare, non si può reggere un ascolto intero, totale dell’opera dei Teatro Satanico.

Basta, hai vinto, ha vinto il Teatro Satanico. Il gioco è finito. Questa non può diventare la mia “normalità”.
O forse, questa lo è già tanto da non volerla sentire, da non sopportarne la caricatura; così densa da essere vera.


“E allora meglio che faccia finta di amarti, sarà questa la mia vendetta: farò finta di amarti, farò finta di amarvi tutti quanti, vi voglio bene, vi voglio bene tutti quanti, vi voglio bene”

  1. Lirica Antisociale
  2. Falange Armata
  3. Corpo Sociale Malato
  4. Death To Pig!
  5. Confesso Tutto!
  6. Comandante Bruno
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