"And the world ain't square"_4WALLS

Esistono, nella mia discoteca, una serie di album che non so catalogare, che non so dove inserire tra gli scaffali, ma che comunque devono sempre essere a portata di mano perché l’urgenza di ascoltarli è spesso un’esigenza non procrastinabile: sono quegli album che amo mettere sul lettore quando ho bisogno di una scarica o di una carica, quando necessito insomma di una sveglia.

Da sempre associo una musica ad un particolare stato d’animo – alla fine è ciò che me la fa amare – ed un determinato ascolto mi modifica l’umore: nella mia testa ci sono i momenti della gioia, i momenti dell’amore, i momenti della tristezza, i momenti della passione, i momenti della calma e quelli del risveglio; poi viene il momento di ricaricarsi, di crearsi il caos intorno, un caos che sia però ordinato e quadrato nel suo essere mai secante.

È il momento di abbassare le luci – o forse è ancora notte – ma qualcosa in lontananza albeggia, si fa strada, un po’ come le dita di Veryan Weston sui tasti del suo pianoforte, e la voce calda  e forte di Phil Minton che recita l’inno dell’anarchico in un crescendo cui si aggiungono nello spazio di pochi secondi Luc Ex e Michael Vatcher: il caos è ora qui, ma ragionato; tutto è vortice, la voce non sovrasta, le note basse dettano un ritmo che i tamburi frammentano in perfetta asincronia con le dita sulla tastiera del pianoforte, ma tutto torna, nel caos, ad essere ordinato dentro la mia testa, nel frattempo svuotata di pensieri svuotata di tensioni svuotata di negatività,

Wherefore I will Not rule, and also ruled I will not be!

Non può esistere un incipit più eloquente di questo per dichiarare cosa ci aspetta continuando l’ascolto. Eppure il tutto parte con un piano estremamente melodioso, ma ben presto una selva di schiaffi si staglia su jazz, su rock e su qualunque altro genere musicale esista. L’estrazione musicale del quartetto è infatti sinonimo di estrema avanguardia, dal punk contaminato degli Ex alla musica colta europea, dalle registrazioni con John Zorn alla tecnica vocale più ricercata, come solo Stratos e Patton fino a ora.

La composizione sfoga sempre in improvvisazione e viceversa, in un turbinio senza soluzione di continuità di rumori, improvvisazioni jazz e melodie, atmosfere che si fondono tra di loro in un caleidoscopio di dark, di lirica e di jazz, ritmi tra i più svariati in una esplorazione del linguaggio musicale estremamente dinamico e intimista.

Posso considerarla musica colta? Non lo so, non sono in grado di darmi una risposta, di certo so che alla base c’è una ricerca sulla musicalità che ha pochi eguali, e il risultato che ne deriva ha una carica emotiva raramente riscontrabile in altri lavori.

Questo lavoro è lo specchio del nostro tempo, attuale ancora oggi a 20 anni dal suo licenziamento, perché tutt’ora siamo generati e ci riproduciamo nel caos, con continui stravolgimenti dei nostri ritmi / delle nostre convinzioni / delle nostre emozioni per poi riapparire di colpo un attimo di tranquillità, di linearità, ma immediatamente il tutto implode nuovamente in una concatenazione di suoni, emozioni e convinzioni che si perdono: l’ascolto dei 4Walls rende più comprensibile il proprio stato d’animo, lo rende leggibile dal lato acustico, ci mostra la ciclicità delle relazioni e delle emozioni, come in un attimo tutte le nostre convinzioni possano venire meno e immediatamente dopo riacquistare vigore e tornare a essere ciò che erano in origine.

Può essere questo lavoro la colonna sonora di una giornata o di una vita, là dove il sonno ha la tranquillità apparente di “Bits of five” tra vocalismi sincopati, rumorismi percussivi e un piano assolutamente lirico, per una sveglia musicata con “Grisly” nella sua cacofonia vocale e il susseguirsi di unisoni ritmici, aperta magistralmente dalle dinamiche di Weston. Ma è bello che in ogni singola traccia ognuno ci legga un resoconto o un particolare istante della propria vita, , facendosi da essa accompagnare e destinandogli, infine, la conservazione dei ricordi, i più veri e i più forti

  1. The Anarchist’s Anthem
  2. Pliers
  3. Hinged
  4. Advertising Salesman
  5. Bits Of Five
  6. Fine Weather
  7. Night In Siberia
  8. Rain Or Hail & Sluggo
  9. Grisly
  10. Girder
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