"XO"_ELLIOTT SMITH

C’è una particolare categoria di artisti che, nonostante la gran quantità di ammiratori (spesso anche veneratori) di cui godono e sebbene siano stati la principale fonte di ispirazione per innumerevoli altri artisti da loro mossi e sedotti, non sono tuttavia annoverati fra gli autori più essenziali e imprescindibili di un’era, rimangono pur sempre delle stelle solitarie. I loro tantissimi estimatori finiscono così per assumere, in fondo, le stesse caratteristiche di una nicchia. Syd Barrett, per esempio, è uno di questi: per me simbolo e incarnazione di un certo modo di costruire la musica, di una certa maniera di essere “genio”, di una sensibilità artistica ben precisa, sognatrice, disinteressata; per molti solo il musicista folle ricordato per il suo eccessivo consumo di LSD, il primo membro e fondatore dei Pink Floyd agli albori che dopo la sua fuoriuscita sono poi realmente cresciuti e diventati quello che sono.

Personalmente da ascoltatore, fan e musicista, amo soffermarmi su queste figure: il conoscerli e l’esplorare appieno il loro stile, il loro mondo, la loro vita soprattutto, fa sentire speciale me insieme a loro. La passione in questo caso non si limita al solo lato musicale ma diventa sentimentale: IO VOGLIO BENE a Syd Barrett, a Robert Wyatt e ad Elliott Smith, l’artista oggetto di questa recensione. Forse molti li considerano solo di passaggio, oltre che per la loro stramberia musicale, anche per non essere l’emblema di uno stile ben preciso a parte il loro. Ma non mi sembra proprio uno svantaggio…

Si, perché Syd Barrett è infinitamente più speciale dei Pink Floyd che verranno dopo esattamente come Robert Wyatt lo è rispetto al progressive più consueto ed Elliott Smith lo è di certo almeno quanto Kurt Cobain.

Alla luce di questo, Elliott Smith non ha certo bisogno di un’ennesima recensione per esser conosciuto. Tuttavia a me piacerebbe che proprio tutti realizzassero che lui è stato veramente un talento immenso della musica più recente. Per me è l’Angelo degli anni ‘90.

Inserendosi all’interno della scena cantautorale grunge di fine millennio ma potendone tranquillamente esserne indipendente, l’unico problema della sua musica è che necessita di più ascolti; Elliott Smith è un artista lento ad arrivare. Anche questo, a ben vedere, mi sembra tutt’altro che un problema…

Si corre però il rischio di farsi ingannare da questa vena cantautorale un po’ depressa per definirlo e passare avanti. Non siamo per niente di fronte all’ennesimo cantautore “in minore”: dietro l’apparente tristezza adolescenziale da cameretta e il suo essere un pelino “bimbominchia” ci sono una ricchezza e una complessità armonica, testuale, timbrica, atmosferica, straordinarie.

L’evoluzione di un brano di Elliott Smith segue logiche raffinatissime, accordi e melodie sono perfettamente in simbiosi solo come i grandi sanno fare, i Beatles per esempio… Proprio dai Beatles Elliott prende spontaneamente il gusto del comporre, dello sviluppare linee vocali, armonie per nulla scontate; un bell’esempio di certo! Anche l’inflessione della voce, il graffio, la sabbiosità sono quelle tipiche di John Lennon, la voce più bella del pop. Anzi, secondo me, Elliott Smith è proprio John Lennon qualora quest’ultimo avesse fatto cose interessanti da solista, cosa che purtroppo, vuoi per una questione di produzione o di sonorità del periodo, non è avvenuta.

Consiglio questo disco XO solo perché siamo in una recensione e devo sceglierne uno ma in realtà sono tutti bellissimi! XO è il primo disco prodotto da una major e, per la sua vena pop più spiccata rispetto a quella grunge di qualche anno prima, si nota moltissimo la vicinanza ai Beatles sopra citata. Però c’è anche Either Or dell’anno precedente, per esempio, in cui la pasta sonora home recording conferisce all’intero album una magia assoluta.

Ma in realtà il disco in sé poco importa, quello che conta di Elliott Smith sono le canzoni: che siano chitarra e voce, come negli anni passati, o che siano arrangiate e confezionate ad arte, sono straordinarie in entrambi i casi.

  1. Sweet Adeline
  2. Tomorrow Tomorrow
  3. Waltz #2 (XO)
  4. Baby Britain
  5. Pitseleh
  6. Independence Day
  7. Bled White
  8. Waltz #1
  9. Amity
  10. Oh Well, Okay
  11. Bottle Up and Explode!
  12. A Question Mark
  13. Everybody Cares, Everybody Understands
  14. I Didn’t Understand
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