"La realtà, la lealtà e lo scontro"_LOU X

“Benvenuti nella zona di coscienza veleno dalle mie radici se la mia ombra maledici è pura essenza tra l’odio e amore per dove provengo sta un’anima che porto dentro l’aria è piena di sospetti”

È due giorni che ascolto a ripetizione quest’album

È un mese e mezzo che siamo bombardati di informazioni apocalittiche

È un periodo che non vorrei vivere

È un periodo che forse nessuno vorrebbe vivere

È Lou x

Mi illuminò la prima volta nel piccolo cameo in Assalto Frontale, una presentazione al mondo del RAP che ha segnato un epoca:

“No, non voglio scuse, non mi fermo più adesso | Anche se da solo all’assalto lo stesso vado | Parlare per mostrare esitazioni e paure non posso | Mi stanno già troppo addosso | Così sfodero vendetta da tutte le parti | Rabbia è quello che so mostrarti | Ma in fondo è un’esigenza anche quella | Il mio istinto si muove e precipita | Ma cazzo è allerta | Sto sempre pronto all’affronto | Trepido al pensiero che a me venga il momento | E non so fermare la mia voglia | Il mio cuore batte ancora dentro ogni parola | Dimentica il dolore e coinvolge | Ancora lo senti il cuore è sempre mio e lo difendo | Odio, solo odio, odio è quello che provo | Per chi vuole bloccare il mio battito furioso | E l’adrenalina sale | È un assalto frontale | In agguato è il mio pensiero | Ruggisco per cantare | Testardo, bastardo, chiamami come credi | Ma io fino alla fine rimarrò sempre in piedi | In picchiata sto andando usando il cervello | Ormai è un’abitudine il mio eterno duello”

Parlare di RAP oggi è forse un po’ anacronistico, ormai è ovunque, dalle pubblicità ai grandi festival populisti, eppure è bene non dimenticare mai che la sua origine è quella di denuncia sociale, di antighettizzazione, di rivolta: gli anni in cui usci questo capolavoro sono i fine anni ’90, in Italia esistevano le Posse politicizzate, esisteva ancora un movimento politico “dal basso”, esistevano i centri di cultura politicizzati dal basso, e la cultura, il movimento erano ovunque se uno voleva trovarli. Anni in cui Frankie Hi Energy e Articolo 31 iniziano a portare le rime nelle case delle persone, anni in cui la musica dal basso aveva ancora una valenza politica. Lou X è per me la risposta italiana ai Public Enemy, a NWA, è il principale esponente dell’Hardcore Rap di matrice nordamericana.

Questo lavoro di Lou X è il terzo e ultimo, uscì per una major come BMG, e si può considerare il suo testamento “se cerchi distrazione, non è canzone”: all’album non seguirà alcuna promozione, non tour non interviste, niente di niente, quello che aveva da dire è scritto nel disco. E quello che dice, Luigi Martelli da Tortoreto – Pescara lo dice chiaro, senza fronzoli come ci aveva abituato nei precedenti lavori, ma qui in maniera ancora più scarna, a livello musicale sicuramente, con basi di basso e batteria cupe e ripetitive, angoscianti oltre ogni oltre più fervida immaginazione: lo accompagna ancora una volta “il figlio di sua zia”, C.U.B.A. Cabal, che aggiunge ulteriore piombo ai già espliciti testi di Lou X.

È un disco che suona estremamente dark, strumentali scarne, ossessive, talvolta ripetitive senza dinamiche, eppure assolutamente indovinate per creare uno stato d’ansia continuo e porre le liriche al livello che meritano, in primo piano: in contrapposizione totale la copertina, bianca, accecante, il sound è nero profondo, è claustrofobico e alienante, è cattiveria e voglia di non abbandonare la strada e la lotta, è carica emotiva continua: le orecchie devono essere messe sui testi, ascoltarli e riascoltarli! Basi fondamentalmente autoprodotte e autocostruite se non per le linee di basso e gli scratch, per altro molto rari: l’epicità di questo lavoro deriva dalle numerose citazioni presenti, da Shining (“vieni a giocare con noi?”) ai Bauhaus in stati d’ansia, fino a via da qua ultima traccia dell’album, piccola speranza in un mare nero come la pece, dove organo e violini vengono presi a piene mani dalla musica lirica, che presenzia anche con la voce di Bibiana Carusi . Nella track list originaria erano presenti anche due brani con campionamenti di Patty Pravo che però non diede il benestare al loro utilizzo e gli stessi non furono di fatto inseriti nella versione definitiva.

“Attacco rifletto è necessario chiamata per un’urgenza la mia banda va in frequenza sotto questi colpi siamo i maledetti senza via d’uscita dimmi cosa aspetti dal futuro muro contro muro non ci sta nessuno c’è chi brancola nel buio più niente è al sicuro sopravvivere senza soccombere”

L’attualità dei testi è un qualcosa che continua a sconvolgermi, quanto degli stessi si possa darne una lettura differente applicandola a quanto l’attualità ci suggerisce: paradossalmente sono molto più contemporanei ora che 22 anni fa quando furono pubblicati per la prima volta: testi assolutamente lineari, puliti, con brevi interruzioni in dialetto abruzzese, per non dimenticarsi che la cantina è piena di cafoni, testi quasi completamente privi di ritornelli, testi taglienti resi ancora più forti dalla potente voce dell’MC.

Leggo e ascolto continuamente in questi giorni e in queste ore, dell’emergenza sanitaria, delle ripercussioni economiche, dell’egoismo dei giorni nostri, delle rivolte nelle galere e dei disordini alle frontiere: tutto sembra l’incipit di un apocalisse prossima ventura, è l’avverarsi delle paure più recondite di ognuno di noi, è l’iniziare a sospettare di chi abbiamo di fianco e di non fidarci più neanche dei nostri stessi pensieri, che chissà mai fossero anche loro infettati: bene vi invito ad ascoltare e a contestualizzare i testi dell’album nel periodo che stiamo vivendo per carpirne a pieno l’attualità.

“Stati d’ansia come l’aria che sale calda dentro l’anima…”

Il  rap cosa è? Per me è musica d’autore quando suscita emozioni, quando fa riflettere, quando provoca sensazioni che ricordi nel tempo, niente di diverso dalla canzone d’autore, anzi assolutamente equiparabile, si tratta pur sempre di un sapiente uso delle parole associandole ad una melodia e con una base, suonata o meno, che ne esalti le liriche: credo che “la realtà la lealtà lo scontro” sia una delle migliori sintesi di questo mio pensiero, credo che Lou X sia stato uno dei maggiori interpreti del rap italiano, credo personalmente abbia raggiunto livelli qualitativi assolutamente difficili da imitare.

Vi invito ad ascoltarlo e vi invito a farlo nel silenzio delle nostre case tra le mura domestiche dove ci impongono e ci imponiamo di stare per il massimo rispetto di noi stesse e degli altri.

Lo stesso Lou X, nell’ultima, splendida traccia dell’album ci dice che “Se là fuori piove mo’, forse ripulisce un po’” come a suggerirci comunque una speranza. 

  1. Intro
  2. Il mattino ha l’oro in bocca [Feat. C.U.B.A. Cabbal e Bibiana Carusi]
  3. Vittime e complotti
  4. A spasso per l’impero
  5. Oro e acciaio [Feat. C.U.B.A. Cabbal]
  6. Sulla costa [Feat. C.U.B.A. Cabbal]
  7. Danneggiatori [Feat. C.U.B.A. Cabbal]
  8. E la sagra continua [Feat. C.U.B.A. Cabbal e Cloro Lu Dannaggià]
  9. Stati d’ansia [Feat. Bibiana Carusi]
  10. I numeri di Cabal [Feat. C.U.B.A. Cabbal]
  11. Dal profondo [Feat. C.U.B.A. Cabbal]
  12. Attimi di gioia tra il dolore [Feat. C.U.B.A. Cabbal]
  13. Via da qua [Feat. Bibiana Carusi]
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