"Mila Drone"_MILA DRONE

Un album grigio, distorto ed incantatore.

Si presenta così Mila Drone con il suo omonimo album, pubblicato come artista indipendente dalla stessa Drone.

Un lavoro per chitarra elettrica di una profondità abissale, un buco nero nel quale farsi piacevolmente risucchiare, un labirinto dalle pareti tutte uguali.

I giochi di Larsen e feedback sono raffinati ed eleganti,

Mila Drone riesce a creare dei giochi ritmici e degli accenni di melodia che possono non essere compresi ad un primo ascolto ma che ci riportano alla micromusic e alle tessiture ambient.

Ascoltare questo disco è come ascoltare il suono del vento o quello dell’acqua, c’è una forza ancestrale in questa chitarra sola, circondata dal nulla, come nelle produzioni del viaggio italiano di Maurits Cornelius Escher.

Un album di un minimalismo magniloquente, probabilmente l’etichetta minimalismo epico non sarebbe errata.

Mila Drone cura in maniera maniacale il suono distorto del suo strumento che non ci annoia mai negli oltre 20 minuti della durata del disco.

North Beach e Red Cloud, l’inizio e la fine del disco, sono due brani da citare assolutamente, ci portano in luoghi desolati, luoghi della mente, loop del pensiero.

Sembra un labirinto questo lavoro discografico, le sensazioni di essere eternamente in ripetizione ed eternamente cangiante.

Il disco termina con delle urla strazianti che ci danno un’emozione liberatoria, ma che ci spaventa molto, è come se avessimo trovato la strada verso una libertà che non vogliamo, o almeno che non vogliamo vedere.

Ricorda la struttura della raccolta di racconti di Jorge Luis Borges, Finzioni, dove il lettore ha la sensazione di trovarsi intrappolato nelle pagine dei racconti.

Siamo in un eterno ritorno, siamo in mutamento, siamo soli, siamo in Mila Drone.

  1. North Beach
  2. Moonlight
  3. We’ll Die Out Because of the Weather
  4. Oily Rain
  5. Red Cloud
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