"Live at MAXXI"_VOICES FROM THE LAKE

Personaggio davvero particolare Donato Dozzy, noto residence DJ della scena romana, producer techno, sorprendente esploratore di nuove sonorità tra infinite collaborazioni e progetti paralleli. Il “Professore” stupisce spesso anche i frequentatori meno avvezzi all’ambiente dancefloor per la sua visione trasversale del suono, frutto di un percorso sonoro del tutto personale in bilico tra Roma e Berlino, una laurea in Scienze Politiche ed un’eclettica cultura musicale. Non stupisce quindi, durante le sue serate rave-techno, vedere affiorare sotto la cassa 4/4 fini tessiture sonore e stupefacenti strutture melodiche che rappresentano la sua caratteristica firma, un personale approccio techno-ambient ipnotico e visionario. Dal 2011 collabora con Neel nel progetto Voices From The Lake, il duo miscela sapientemente le proprie personali attitudini espressive creando un flusso sonoro diffuso attraverso l’ambient, la techno, il soundtracking fino a sfiorare i territori della musica d’avanguardia.

Nell’autunno del 2014 i Voices From The Lake sono nella lineup del festival “Open Museum Open City”, organizzato presso il MAXXI di Roma, l’evento si prefigge di esplorare relazioni espressive tra sonorizzazione, installazioni sonore e architettura, strumenti innovativi per osservare e analizzare la realtà che ci circonda. Live at MAXXI (2015) è la fedele registrazione di quella serata.

I rintocchi minimali scanditi nell’ “Intro” si propagano sulle strutture architettoniche di Zaha Hadid creando una miriade di risonanze, gli echi sempre più fluidi sfumano nella successiva “Sonia Danza”, la ritmica ossessiva richiama i colori e le propensioni techno familiari ai due musicisti romani, senza però mai manifestarsi in superficie, l’immersione nelle imperturbabili profondità è invece totale e “Dreamscape Generation” segna un’affascinante via di non ritorno ambient, inquieta e oscura. L’eleganza e la maestria del duo si confermano in tessiture sonore sovrapposte e curate in ogni dettaglio; l’utilizzo di synth e campionatori viene inoltre affiancato a strumenti analogici in “Richiami e Oscillazioni”, l’inedita inclinazione elettroacustica ripercorre un certo progressive anni ’70 e il lungo strumentale sembra debitore in qualche modo dei percorsi sonori del Battiato di “Sulle corde di Aries”.

La aperture trance-sinfoniche di “Orange Steps” saturano le sale sinusoidali del Maxxi con atmosfere dense e dilatate e le ammalianti voci elettroniche di “scintille” ci conducono infine nei territori caldi e luminosi del finale con “Max”, una inverosimile cover di Paolo Conte, accennata dai loop di chitarra di Brando Lupi, è qui trasfigurata e destrutturata in una straordinaria ipnotica suite di 13 minuti: una dolce malinconia onirica, sorprendente e seducente, chiude nel silenzio del pubblico il live-set.

  1. Intro
  2. Sonia Danza
  3. Dreamscape Generation
  4. Richiami e Oscillazioni
  5. Orange Steps
  6. Scintille
  7. Max
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