"Only lovers left alive"_JOZEF VAN WISSEM/SQÜRL

Oggi vi parlo di una delle musiche più fighe che ho sentito negli ultimi anni: si tratta di una colonna sonora. Anche il film di cui fa parte, Only lovers left alive (Solo gli amanti sopravvivono), in effetti, è uno dei più fighi che ho visto ultimamente; insieme, musica e immagini stanno veramente da dio. Non uso queste parole a caso. Si sta parlando infatti di Jim Jarmusch, un regista che adoro e che abbraccia in pieno l’estetica del “figo”: un film di Jarmusch trova il suo senso e la sua bellezza nel solo fatto di essere toco, le pellicole sono esercizi di stile, una storia e un soggetto qualunque non sono altro che il suo modo di esprimere, citare e mostrarci tutte le sue passioni e i suoi gusti in tanti ambiti, per esempio in fatto di ambienti, di moda e, soprattutto, di musica.

Da qualche anno fra l’altro Jarmusch, in quanto regista e chitarrista, non solo cura, ma scrive e suona le musiche per le sue pellicole insieme agli SQURL, la sua band. Personalmente il concetto di un regista che, come un fabbro, fa e suona le musiche per il suo film mi pare bellissimo. Chaplin faceva la stessa cosa: compose lui stesso le musiche di Luci della città, Tempi moderni e tanti altri.

Per chi non avesse visto il film, già solo il soggetto è geniale: due vampiri amanti, colti, saggi, affetti da spleen e, soprattutto, veramente rock’n roll, contemplano inerti le vicissitudini del mondo e della storia. Un film sui vampiri in un periodo in cui tutti producevano film del genere (siamo nel 2014); Jarmusch a un certo punto deve aver pensato: “ora ve lo faccio vedere io come si fa un film sui vampiri!”

Non so come dire, ma questo film è proprio un bel vedere. Le musiche poi sono fantastiche: tutte incentrate sul soundscape delle chitarre elettriche, non accompagnano semplicemente l’immagine ma hanno assolutamente pari importanza, puoi scegliere di guardare o ri-guardare il film semplicemente per ascoltarne il sound (io lo faccio).

A ben vedere, un esperimento chitarristico del genere il regista lo aveva fatto già su Dead Man, film di inizio anni 90’ con un giovanissimo Johnny Depp ed un commento musicale di Neil Young che, sulle immagini, realizzò varie take totalmente improvvisate[1]. In Only lovers left alive però, a mio parere, il risultato è molto più compiuto e organizzato.  Fondamentale poi la collaborazione con Josef Van Wissem, maestro contemporaneo nell’utilizzo e nella rivisitazione del liuto barocco e rinascimentale.

La vicenda è ambientata fra Tangeri e Detroit, la musica è lo specchio di questa ambientazione, richiama i luoghi e la loro storia, la loro estetica e i loro profumi: il post rock degli SQURL si confonde così con le armonie mediterranee del liuto che però, a sua volta, ha il suono del rock alternativo. È questo che mi piace della musica di Jarmusch: sento sempre la presenza di influenze artistiche e musicali a me care, in questo siamo affini. Avverto l’eco di Tom Waits, Marc Ribot, John Zorn e, come in questo caso, una forte volontà di creare un mondo sonoro ben definito e identitario, classico e moderno insieme, graffiante, toco.


[1] Qui la soundtrack di Dead Man: https://open.spotify.com/album/57GBZQjetaMLHU24bJMHqv

  1. Streets of Detroit
  2. Funnel of love
  3. Sola Gratia (Part 1)
  4. The taste of blood
  5. Diamond star
  6. Please feel free to piss in the garden
  7. Spooky action at a distance
  8. Streets of Tangier
  9. In templum Dei
  10. Sola Gratia (Part 2)
  11. Our hearts condemn us
  12. Hal
  13. Only lovers left alive
  14. This is your wilderness
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