"N/O/I/S/E"_GHOSTEMANE

Ghostemane è un trapper classe 1991 che ha raggiunto la propria notorietà, come tanti altri suoi colleghi andati a vivere in California negli ultimi anni, pubblicando la propria musica sulla piattaforma Soundcloud. Il suo stile viene solitamente inquadrato nel genere trap metal (definizione che cercherò di riformulare nelle prossime righe). È però da notare come in vari brevi EP Ghostemane sperimenti molto e si allontani sensibilmente dal tipo di musica proposto invece negli album. Due esempi su tutti: Fear network è a tutti gli effetti un EP hardcore, il suo progetto B-side dal nome Baader-Meinhof ha invece forti richiami al black metal.  

Che egli faccia parte di un humus culturale più ampio di sperimentazione musicale a partire dalla trap è anche testimoniato dalla sua presenza nel collettivo Schemaposse (fino allo scioglimento di quest’ultimo nel 2016). Se infatti Lil Peep, anche lui membro del collettivo, può essere a tutti gli effetti considerato il creatore di un nuovo stile di musica emo, l’ultimo album di Ghostemane (in attesa di Anti-Icon, nuovo disco in uscita il 21 ottobre) a mio avviso lo pone a pieno titolo come il ricreatore su nuove basi di quel mostro informe che dalla fine degli anni novanta ha preso il nome di nu metal.      

N/O/I/S/E, acronimo che sta per No One Is Safe from Evil, esce nel 2018 e mostra come la definizione canonica del nu metal come genere crossover, miscela giustapposta di elementi del metal e dell’hip hop,possa risultare quantomeno parziale. Quest’album infattirende evidente come il nu metal non sia una miscela di corpi tra loro estranei bensì la mutazione genetica di un unico corpo che prolifera, degenera, si decompone. Ghostemane porta alla luce il fatto che essonon è che la perversione, il farsi nero dei prodotti storicamente determinati della cultura hip hop: in questo caso specifico della trap. La trap è sin dal suo principio oscura, lo è sempre stata. Ghostemane ha semplicemente portato a compimento questa tenebre estremizzandone le cause, accelerando lo sviluppo di quel cancro che era già vivo in essa.           

Certo, nelle varie tracce vi è saltuariamente l’utilizzo della strumentazione tipica del metal (batteria, basso e chitarre distorte) o di atmosfere tipicamente industrial. Queste caratteristiche però non hanno alcuna centralità, spesso sono solo elementi accessori e talvolta unicamente scenici (come d’altra parte è unicamente di natura scenica l’estetica dei suoi ultimi live in cui utilizza il corpse paint, tecnica di trucco adoperata principalmente nel black metal). Naturalmente ciò non vuol dire che il suo stile non abbia contratto anche importanti debiti strutturali rispetto al nu metal “storico”, anzi. Soprattutto a livello vocale Ghostemane sembra richiamarsi esplicitamente alle atmosfere schizofreniche dei Korn di Life is Peachy.         

Tuttavia l’essenza più profonda del disco è forse rintracciabile in brani come Nihil, Trenchcoat e Gatteka la cui base musicale consiste unicamente nell’estremizzazione della tipica strumentazione trap, nel suo farsi nera. Nella trap sono da sempre presenti gli elementi necessari a infestarla. Ciò può forse gettare una nuova luce sul nu metal sviluppatosi alla fine degli anni ‛90: siamo proprio sicuri che in esso siano così centrali gli elementi cooptati dal metal?         

Nei commenti YouTube del proprio album Ghostemane scrive: «This is the first project to make me truly feel even partially fulfilled creatively; and it’s only the beginning». Ciò lascia ben sperare per Anti-Icon, probabile nuovo tassello di questa storia informe. Il mostro non può che crescere. Il mostro non può che espandersi.   

  1. Desolation
  2. Nihil
  3. Flesh
  4. Bonesaw
  5. Trench Coat
  6. The Singularity
  7. Ballgag
  8. Androids Dream Of Electric Sheep
  9. Inside
  10. Gatteka
  11. Black Blood
  12. My Heart Of Glass
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