“Banditi”_ASSALTI FRONTALI

by Gianluca Della Puppa

Sono passati ormai trent’anni dall’uscita di Batti il tuo tempo, prima produzione del rap italiano a firma del collettivo Onda Rossa Posse, da cui nacquero successivamente gli Assalti Frontali. Per l’occasione, il 4 dicembre è stato pubblicato il cofanetto 1990-2020, volto a ripercorrere la carriera dello storico gruppo romano. L’album si compone di 16 brani storici, un’autentica antologia del rap nostrano con cui ripercorrere tutte le tappe fondamentali di uno dei gruppi più iconici dell’hip hop italiano. Nel disco compaiono anche 8 inediti che raccontano gli ultimi anni del gruppo e del contesto socio-politico romano.

Agli occhi di chi scrive, gli Assalti Frontali hanno sempre rappresentato il connubio perfetto tra cultura hip hop e militanza politica. Non a caso, mi avvicinai per la prima volta alla loro musica in virtù dei contenuti politici presenti nei loro testi. L’ingresso al liceo mi proiettò direttamente nelle piazze. Erano gli anni delle contestazioni studentesche contro la riforma Gelmini e le piazze erano tornate a riempirsi di giovani ragazzi e attivisti dei centri sociali. Dopo anni di timido ascolto, me li ritrovai davanti quasi per caso, mentre improvvisavano un live per le strade di Roma con il quale accompagnarono l’intero corteo dall’inizio alla fine.

Questo episodio, personalissimo, rende bene l’idea di cosa abbiano significato gli Assalti Frontali per tanti di quei giovani presenti in piazza e per tutti gli appassionati di hip hop. Il carattere che li contraddistingue da sempre è proprio quello culturale. Ancor prima di porsi come artisti, gli Assalti Frontali si configurano come promotori di cultura hip hop, una cultura fatta di partecipazione e solidarietà nella lotta.

Poiché non amo particolarmente le raccolte, preferirei omaggiare la band raccontando dell’album con cui mi sono avvicinato maggiormente alla loro musica. L’album in questione è Banditi, prodotto nel 1999 con la collaborazione illustre di Ice One, la cui presenza è già di per sé una presa di distanza dalle musiche strumentali degli album precedenti.

In effetti, Banditi stravolge le sonorità tipiche degli Assalti Frontali, rimettendo al centro del progetto ritmiche propriamente hip hop, al fine di lasciare campo libero alle rime taglienti di Militant A. Ogni singola traccia dell’album, infatti, riflette la tensione ideologica e politica degli Assalti Frontali.

Procedendo all’ascolto, risalta subito la natura conflittuale del rapporto tra individuo e società. Il bandito vive una situazione di solitudine e precarietà, rispetto alla quale non vuole arrendersi. Vivere la vita da antagonisti è anzitutto lotta per la sopravvivenza personale e collettiva. I malesseri e le preoccupazioni lasciano presagire la voglia di riscatto all’esterno (“anche se qualcosa dentro dice che qualcosa fuori non va”), attraverso rime che sono autentici pugni nello stomaco e che non possono lasciare indifferente l’ascoltatore.

La perdita di certezze personali lascia spazio a ricordi malinconici e dolorosi, relegando il bandito ad un rabbioso malessere che può essere risanato solo attraverso la lotta collettiva del branco. Il lupo, non a caso, è l’immagine ricorrente dell’intero album (compare anche in copertina), come a significare che anche nella solitudine è possibile ricostituirsi come collettivo. Il punto di rottura è ciò che consente al bandito di rinvigorirsi e di porsi come reale antagonista sociale (“È al punto di rottura che la paura si allontana, la mia evoluzione è piena”). Il riconoscimento stesso del conflitto è ciò che dovrebbe spingere immediatamente all’azione. La lotta cantata da Militant A, infatti, non si costituisce come un banale esercizio retorico, ma come una vera e propria chiamata alle armi, una lotta materiale per l’appropriazione collettiva delle strade.

Nel complesso, Banditi non è un album da ascoltare a cuor leggero. La serietà delle strofe e dei temi trattati, infatti, presuppone un ascolto attento. Solo in questo modo è possibile apprezzarne fino in fondo il contenuto e comprendere il valore culturale che gli Assalti Frontali assegnano all’hip hop. Sebbene fosse la prima produzione degli Assalti Frontali con una major (BMG), la casa discografica non fu affatto felice del disco, poiché poco appetibile da un punto di vista commerciale. In tutta risposta, Militant A & soci abbandonarono la BMG, non trovando nessun margine di accordo tra chi intende la musica come uno strumento per la condivisione di saperi e chi, al contrario, come un mero mezzo di profitto.

  1. La coscienza
  2. Banditi
  3. Va tutto bene
  4. L’agguato
  5. Notte e fuoco
  6. Notte d’acqua
  7. Viaggiatore
  8. Notte e nebbia
  9. Alleati
  10. Zero tolleranza
  11. Il tempo dell’attesa
  12. Risvegli
  13. A 30 miglia di mare
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