“Other Truths”_DO MAKE SAY THINK

by Lorenzo Marsili

Scrivere una recensione di un disco strumentale post rock è un’impresa pressoché impossibile. Il paradosso consiste nel voler spiegare a parole ciò che per sua costituzione ne esclude l’utilizzo e si propone invece di esprimersi tramite il puro suono. Questa non è una recensione. È invece il frutto di un ascolto e la descrizione dei pensieri che esso ha generato su di me con la complicità di quattro paroline: Do, Make, Say, Think. Questi sono i titoli dei brani contenuti in Other Truths e che, guarda caso, assemblati assieme compongono il nome stesso della band.   

Do: l’uso di questo verbo in inglese implica lo svolgimento di un’azione. L’azione in questione consiste nel camminare su una pista ciclabile, mano nella mano. Il cielo è limpido. Ai lati del percorso si sviluppa una fitta vegetazione fatta di alberi, rovi e arbusti. Sembra che tutta la città si sia riversata in quel luogo. Le persone passeggiano e si godono i profumi che il mondo dona nelle prime giornate fredde dell’anno. C’è un bambino buffo che se ne sta tutto fiero lì nella sua macchinina giocattolo. Usciti dalla pista ciclabile appaiono solo ampie strade vuote. Il sole volge al tramonto e genera un colore roseo diffuso nel cielo. Perfino i palazzoni di periferia che si stagliano all’orizzonte sembrano così belli in quest’atmosfera (su questo però forse sto già travalicando nel Make). Si fa buio, è tempo di tornare. Il pullman arriva in fermata. Ci salutiamo prima della separazione. Un ultimo sguardo.
Make: sebbene vi siano delle affinità tra i verbi do e make,quest’ultimo ha nel proprio significato uno specifico riferimento alla produzione, la quale può essere rivolta tanto verso l’esterno che verso l’interno. Make può essere usato sia per parlare della creazione di un vaso o un dipinto, sia per trattare degli effetti che il mondo e i suoi avvenimenti hanno sulle persone. Ciò che accade produce un sentire, costituisce la causa di un’affezione. Ogni Do non può che dare vita a un Make. Quella passeggiata alla pista ciclabile mi aveva fatto sentire bene.

Say: Che succede però quando un Do e un Make non sono più attualmente presenti? Se ne può sempre parlare. Essi possono rivivere nelle parole, nella comune intenzione di ricreare in futuro un nuovo Do che genererà a sua volta un nuovo Make, nell’aspettare con ansia che si diano nuovamente le condizioni per il loro verificarsi. A volte però le contingenze pongono degli ostacoli. A volte qualcun* sceglie legittimamente di non voler avere più avere niente a che fare con qualsiasi futuro Do. Può capitare quindi che si smetta persino di parlarne.    

Think: se Say non genera un nuovo Do e un nuovo Make non rimane che pensare a quanto accaduto e a che effetto ha avuto nel proprio sentire; nella consapevolezza che non riaccadrà.  

  1. Do
  2. Make
  3. Say
  4. Think
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