“Idiot prayer”_NICK CAVE ALONE AT ALEXANDRA PALACE

by Martino Acciaro
idiot prayer - nick cave cover

Un anno esatto dall’inizio della pandemia e ancora la luce in fondo al tunnel non si intravede, rimaniamo sempre più intrappolati in un presente domestico, asettico e disinfettato, mascherato e privo di qualsivoglia relazioni sociali.

Un anno in cui la cultura si è fermata, e con essa il mondo, da che la prima permette al secondo di evolversi. Un anno in cui abbiamo assistito alla chiusura dei Musei, alla soppressione degli eventi teatrali, ai cinema sbarrati, ai concerti rinviati.

Cerchiamo nonostante tutto di esserci, di accontentarci di piccoli spiragli, concerti in streaming, visite virtuali ai musei, abbonamenti a pay TV, per placare una sete di cultura che non trova sfogo in questa epoca di privazioni.

Ci stiamo perdendo, tutti, noi stessi, e gli altri.

Una sorta di eutanasia imposta.

Eppure nel perdersi, il rischio di ritrovarsi esiste.

“I look for you underneath the damp earth
I look to you in the night sky
I
lookto you inunderneath the thorn bush
I look for
you in the old city
And in looking for you I
lostmyself
Lost
myself in time”

Perché solo quando ci siamo persi possiamo ritrovare noi stessi, nell’autoanalisi e nella ricerca di un perché, ne trovare la forza e la motivazione per andare avanti, da soli, e quindi con gli altri, con una maggiore consapevolezza della nostra importanza, in primis per noi stessi.

Ho atteso l’uscita di questo album come mai mi era capitato nella vita, il mio corpo tutto necessitava di una boccata di ossigeno, avevo necessità di leggere nel superamento del dolore altrui la possibilità di riemergere, e così è stato.

Dopo gli album del dolore, Skeleton tree e Gostheen, leggo in Idiot Prayer l’album della rinascita, la possibilità che si dà il Re Inchiostro di mostrarsi finalmente solo, esprimere il suo credo, far capire che volendo si esce da tutto. L’album è Nick Cave, nel suo lirismo, nella sua cupezza e nella sua straordinaria energia: atmosfere sempre crepuscolari come nella migliore tradizione, in una sorta di greatest hits del suo infinito repertorio, dove va a cogliere tracce principalmente da The Boatman’s Call, l’album successivo alla fine del primo matrimonio e alla tormentata storia d’amore con Pj Harvey.

La sua “preghiera nel vuoto” in un periodo in cui lo smarrimento è comune può essere la nostra bussola, da impiegarsi per non perdersi in questa avidità di relazioni fisiche.

Conoscendo Nick Cave, e l’energia che attrae dal suo pubblico, testimoniato anche dal precedente Distant Sky, possiamo solo immaginare la difficoltà del mettersi a nudo con il solo pianoforte, in una sala (l’Alexandra Palace) anacronisticamente vuota in cui risuonano, nella loro assenza, fragorosi gli applausi del pubblico che dovrebbe esserci ma non c’è.

Questa preghiera nel vuoto diventa, nell’assenza totale di suoni estranei al performer e al suo Fazioli, quasi una invocazione ad ognuno di noi ascoltatori, un concerto privato, intimo, da cui ognuno può trarne la propria energia e la propria soddisfazione, nella magia di assistere, chiudendo gli occhi e abbassando la luce, ad una performance privata, solo per noi che l’ascoltiamo, senza il vociare del pubblico di fianco senza il cellulare a immortalare l’evento, senza una distrazione che sia una.

Ancora una volta il cantautore australiano, riesce nell’intento di fare un passo oltre tutti, avvicinandosi a quel pubblico che lo idolatra e di cui si nutre, prima con la rubrica Red Hand File e ora con questo lavoro di qualità eccelsa, da ascoltare, riascoltare e continuare a farlo, scorgendo ad ogni nuovo ascolto le variazioni applicate alle tracce più famose.

And in losing myself I found myself
Found myself in time”

idiot prayer - nick cave cover
  1. Spinning Song
  2. Idiot Prayer
  3. Sad Waters
  4. Brompton Oratory
  5. Palaces Of Montezuma
  6. Girl in Amber
  7. Man In The Moon
  8. Nobody’s Baby Now
  9. (Are You) The One That I’ve Been Waiting For?
  10. Waiting For You
  11. The Mercy Seat
  12. Euthanasia
  13. Jubilee Street
  14. Far From Me
  15. He Wants You
  16. Higgs Boson Blues
  17. Stranger Than Kindness
  18. Into My Arms
  19. The Ship Song
  20. Papa Won’t Leave You, Henry
  21. Black Hair
  22. Galleon Ship
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