“Il Sognatoio”_LUDOVICO PERONI

by Fiamma Mozzetta

Sono ormai passati quasi novant’anni dai primissimi presagi di quella che sarebbe poi diventata una delle più brutali manifestazioni della violenza umana. La Shoah, il genocidio degli ebrei, è stata rappresentata negli anni in milioni di modi: abbiamo le testimonianze storiche e i documentari, i dipinti e i libri, persino fumetti – il brillante Maus, ad esempio – e altro ancora come tantissime pellicole, canzoni e album. Se pensiamo in termini strettamente musicali, gli esempi vanno da “Dachau Blues” di Captain Beefheart fino alle strofe di Leonard Cohen, da “Auschwitz (la canzone del bambino nel vento)” di Francesco Guccini fino alle parole di Juri Camisasca su Edith Stein, cantate da Franco Battiato. Eppure, nonostante la doverosa e molte volte ben riuscita abbondanza di parole, immagini e suoni dedicati alla Shoah e alle sue vittime, non si era forse mai visto un vero e proprio concept album come Il Sognatoio – concepito e realizzato dal compositore Ludovico Perroni insieme alla QRO (Quick Response Orchestra).

Definirlo concept album potrebbe però essere riduttivo. Vincitore del premio “Teatro Musica e Shoah” del 2017, Il Sognatoio è infatti un’opera sperimentale in nove scene, ispirata a un’opera del poeta marchigiano Filippo Davoli – la cui voce ritroveremo spesso all’interno del disco. Il protagonista principale di queste nove scene è individuato da Peroni in un personaggio immaginario, un bambino ebreo la cui infanzia viene fermata, rimandata e deformata dalle atrocità del nazismo, che si manifestano alcune volte sotto forma di parole e altre volte sotto forma di azioni. In un’intervista a seguito della pubblicazione, lo stesso Peroni racconta che il titolo dell’album fa riferimento a un termine che lui stesso ha sentito in un documentario sulla Shoah di Alain Resnais del 1955. Nel lavoro di Resnais, il termine veniva usato per indicare un luogo chiuso e misterioso all’interno dei campi di concentramento, mentre in quello di Peroni diviene invece un luogo aperto di incontro e di passaggio; certo, un luogo di sofferenza, dolore e morte, ma non necessariamente chiuso e misterioso. È un viaggio mentale tra la storia e la memoria, tra ciò che è realmente successo e tra ciò che sarebbe potuto succedere.

A rendere quest’opera una nuova e interessante riarticolazione musicale della Shoah non è semplicemente il suo carattere di opera sperimentale o viaggio mentale, ma è anche la particolare percezione dello scorrere del tempo all’interno delle tracce. Dalla prima “Fine” all’ultima “Inizio”, ci muoviamo lungo due percorsi: quello biografico del bambino ebreo da una parte, il quale vive e rivive la sua infanzia, e il percorso musicale dall’altra, dettato da molteplici sfumature, associazioni e sensibilità che la QRO brillantemente sintetizza. Le nove scene (“Fine”, “Sei la neve”, “Nascondino coi fiori”, “Pupo di Bestia”, “Intermezzo”, “Ipertimesia”, “Notte e Nebbia”, “Macinello”, “Inizio”) sono infatti un insieme di suoni di ogni tipo: dalle più calde e confortevoli linee melodiche del piano e del sax, ai momenti atmosferici più acuti e angoscianti, alle risate dei bambini, le voci meccaniche, le ripetizioni e i silenzi.

Ma la vera chicca arriva alla fine. Un modo innovativo e affascinante di fruire del disco: un video interattivo dove è l’ascoltatore a decidere quale strada prendere (tornando nuovamente al discorso dell’inizio e della fine). Ogni ascoltatore usufruirà di un disco diverso, di un’esperienza che rimane legata alle esigenze di ciascuno, alla curiosità e al caso. Se ripenso a quanto scritto poco fa, al luogo chiuso e luogo aperto, mi viene da dire che effettivamente la complessità intellettuale e musicale di quest’opera risiede proprio qui: nel rivivere e ricordare un evento storico in modo collettivo, vagando tra i nostri ricordi personali e la consapevolezza storica, due tempi scanditi con maggior forza dai momenti strumentali e dalla voce di Filippo Davoli. Ma d’altronde, come lo definisce Peroni stesso, Il Sognatoio è “un luogo del ricordo e della memoria, e pertanto particolarmente confuso e contradditorio”. 


http://ludovicoperoni.it/il-sognatoio/
https://qrorchestra.wordpress.com/
 http://ludovicoperoni.it/il-sognatoio-dentro/

  1. Fine
  2. Sei la neve
  3. Nascondino coi fiori
  4. Pupo di Bestia
  5. Intermezzo
  6. Ipertimesia
  7. Notte e Nebbia
  8. Macinello
  9. Inizio

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